Missionari della Via

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giovedì 23 aprile 2015

... missione Licodia Eubea ...




Eravamo sei missionari: Fra Faustino,  Fra Umile, Fra Filippo, Suor Chiara, Suor Stella, Federica e la sottoscritta. Appena arrivati a Licodia Eubea, siamo stati accolti con calorosa fraternità dal parroco della Chiesa di Santa Maria degli Angeli, Padre Pietro, presentandoci singolarmente sull’altare al termine della Santa Messa. Mi ha colpito anzitutto la bellezza del convento dei Frati Cappuccini anche se purtroppo vuoto per mancanza di Frati. Tra i più illustri servi di Dio vissuti lì vi è Frate Francesco Cascio. Il sacerdote di Licodia ci ha raccontato che soltanto 50 anni fa in quel paesino erano presenti addirittura ben 5 conventi e tutti pieni a differenza di oggi che, se non fosse stato per Padre Pietro, il convento dove noi siamo stati ospiti, sarebbe stato chiuso e abbandonato. La nostra missione è durata 3 giorni, dal 16 al 18 Marzo 2015. Nelle giornate missionarie abbiamo compiuto diverse attività tutte con un unico scopo: SEMINARE NEL CUORE DELLE PERSONE! Siamo stati in giro per le strade (nonostante il tempo non ci abbia aiutato) per diffondere la Parola di Dio, siamo stati nelle scuole primarie evangelizzando anche con l’aiuto di qualche canto e ballo cercando di far capire ai giovani di oggi, cosa è davvero importante nella vita di ognuno e quali devono essere le nostre priorità. Abbiamo tenuto due catechesi in un due sere differenti, una per i giovani e un’altra per gli adulti, tenute da Fra Faustino raccontando la propria esperienza. Abbiamo visitato gli anziani nelle case famiglie, cercando di portargli un sorriso e un po’ di compagnia ascoltando anche tutto ciò che loro hanno da dire. Sono stati tre gli incontri che personalmente mi hanno toccato il cuore in questa missione di strada: Innanzitutto una ragazza di nome Antonella affetta da sclerosi multipla, la quale nonostante la malattia e l’impossibilità fisica di muoversi, ha una grande gioia negli occhi, tanta voglia di aiutare gli altri accettando la sofferenza che sta attraversando a causa di questa patologia. Chiunque nella sua situazione, o per lo meno molti, si sarebbe abbandonato a se stesso, lei invece no perché confidando nel Signore ha trovato la forza di cui ha bisogno. Durante la missione nelle scuole, ho conosciuto una ragazza di soli 13 anni di nome Giada, la quale al termine del racconto dell’esperienza personale di Fra Umile, si è avvicinata a noi con gli occhi pieni di lacrime. Ho avuto modo di poter parlare con lei per qualche minuto e mi ha raccontato di essersi allontanata dalla Chiesa poco dopo la cresima a causa di un problema in famiglia. La cosa bella di questo incontro per lei è stato il “capire” che il Signore non porta problemi, ma aiuta ad affrontarli. Perché portare la croce con Lui, la fa sentire più leggera. Giada quel giorno è tornata a casa con una consapevolezza maggiore nel sapere che non è sola, ma c’è qualcuno che la ama più di chiunque altro e che vuole per lei il meglio, anche più dei suoi genitori. Quel qualcuno è Dio. Una mattina di questi tre giorni di missione ero per le strade di Licodia Eubea in compagnia di Fra Umile e Fra Filippo. Il Signore ha voluto che incontrassimo una ragazza di nome Pina, la quale ci ha portati a visitare una coppia di anziani entrambi allettati senza potersi autogestire, ma vivendo con l’aiuto della figlia che ogni giorno va da loro per fargli compiere le azioni quotidiane come mangiare o lavarsi. Tanta era la sofferenza nei loro volti. Questo incontro mi ha permesso di capire che davvero noi che abbiamo tanto, vorremmo ancora di più. Senza essere in grado di dare il giusto valore alle cose che abbiamo. Dovremmo cercare di guardare oltre il nostro naso, capire che c’è gente che sta peggio di noi e che se non abbiamo un paio di scarpe che quest’anno vanno di moda, non dobbiamo disperarci perché nella vita le sofferenze sono davvero altre. Non dobbiamo per forza comprare l’ultimo modello di iphone ai nostri figli perché i loro amici ce l’hanno e quindi non devono essere “arretrati”. Cerchiamo di capire ciò che davvero è necessario e ciò che non lo è. Nonostante la mia giovane età vorrei darvi un consiglio: DONATEVI QUANTO PIU’ POTETE, PERCHE’ CREDETEMI NON C’E’ COSA PIU’ BELLA!! Un grande grazie va a Padre Pietro per la sua ospitalità e per la bellissima stola regalataci, in più grazie anche a tutti i laici che ci hanno salutato con grande amore.


Chiara

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