Missionari della Via

Missionari della Via

lunedì 29 marzo 2021

Domenica delle Palme a Lamezia Terme

Dopo giorni di preparazione, abbiamo vissuto con gioia la Domenica delle Palme e, con essa, l'inizio della Settimana Santa. Chiediamo al Signore di poterla vivere intensamente, per celebrare ed entrare sempre più nel suo mistero d'amore...


"L'amore di Gesù si avvicina alle nostre fragilità, arriva lì dove noi ci vergogniamo di più. E ora sappiamo di non essere soli: Dio è con noi in ogni ferita, in ogni paura: nessun male, nessun peccato ha l'ultima parola. Dio vince, ma la palma della vittoria passa per il legno della croce. Perciò le palme e la croce stanno insieme" (papa Francesco)


























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mercoledì 24 marzo 2021

Liturgia Penitenziale

Martedì 23 marzo la Comunità ha vissuto la liturgia penitenziale in vista della Settimana Santa, un intenso momento di spiritualità tra ascolto della parola, esame di coscienza, confessione individuale, lode e adorazione. Ringraziamo il Signore per le confessioni e la sua consolazione effusa nei cuori, e un grazie anche ai sacerdoti che ci hanno aiutato, mettendosi generosamente a servizio.

"Se tu vai a Lui con tutta la tua vita, anche con tanti peccati, invece di rimproverarti fa festa: questo è nostro Padre. Questo dovete dirlo voi, dirlo a tanta gente, oggi. Chi sperimenta la misericordia divina, è spinto a farsi artefice di misericordia tra gli ultimi e i poveri. In questi “fratelli più piccoli” Gesù ci aspetta; riceviamo misericordia e diamo misericordia!" (papa Francesco).














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sabato 20 marzo 2021

Solennità di San Giuseppe

 Il 19 marzo abbiamo avuto la grazia di riunirci insieme per celebrare la solennità di san Giuseppe, santo patrono della Chiesa e della nostra Comunità... Grati per le grazie ottenute mediante la sua potente intercessione!

"Ad altri Santi sembra che Dio abbia concesso di soccorrerci in questa o in quell’altra necessità, mentre ho sperimentato che il glorioso S. Giuseppe estende il suo patrocinio su tutte. Con ciò il Signore vuol farci intendere che a quel modo che era a lui soggetto in terra, dove egli come padre putativo gli poteva comandare, così anche in cielo fa tutto quello che gli chiede... Chiedo solo per amore di Dio che chi non mi crede ne faccia la prova, e vedrà per esperienza come sia vantaggioso raccomandarsi a questo glorioso Patriarca ed essergli devoti" (S. Teresa d'Avila)





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Cammino giovani 2021

Nonostante la pandemia e con le dovute precauzioni, procede il cammino giovani, mossi dal desiderio di scoprire sempre più quanto sia bello e nobile vivere da figli di Dio!











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Quaresima in Comunità a Lamezia

Grati al Signore, prosegue il cammino di Quaresima in Comunità, celebrando la S. Messa, meditando sulla Via Crucis e soffermandoci in adorazione davanti a Gesù...

Nel percorrere il cammino quaresimale, che ci conduce verso le celebrazioni pasquali, ricordiamo Colui che «umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce» (Fil 2,8). In questo tempo di conversione rinnoviamo la nostra fede, attingiamo l’“acqua viva” della speranza e riceviamo a cuore aperto l’amore di Dio che ci trasforma in fratelli e sorelle in Cristo (Papa Francesco).












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lunedì 1 febbraio 2021

Solo con l'amore si capisce la vita consacrata

Il 2 febbraio celebriamo la festa della vita consacrata. Di che? Della vita consacrata! E che roba è?, chiedono alcuni. Che sono frati e suore? I monaci a che servono? Che fanno tutto il giorno le monache? Volete alcune risposte ricevute da giovani (e non)? È gente che si dà a Dio (in che senso?); sono persone che scappano dal mondo (perché, vivono su Marte?); durante il giorno pregano (e poi?); sono persone “spirituali” (cioè con la testa tra le nuvole, suppongo…); l’elenco potrebbe continuare a lungo, ma è meglio fermarsi qui…

Eppure se Dio nel suo farsi uomo in Gesù ha vissuto questa forma di vita, rinunciando a sposarsi e vivendo in povertà, castità e obbedienza, vuol dire che essa “nasconde” una segreta bellezza in grado di affascinare da secoli uomini e donne. Uomini e donne concreti e intelligenti che hanno lasciato qualcosa per il Tutto, scegliendo la parte migliore, che hanno preso sul serio la vita di Cristo e le parole del Vangelo, che hanno avuto il coraggio di dire un sì pieno all’Amore. Perché d’amore si tratta. All’invito del Signore: «Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi» (Mt 19,21) hanno detto radicalmente “sì”. Si sono lasciati interpellare e conquistare dall’amore di Cristo – che per noi ha versato fino all’ultima goccia di sangue – consegnandosi interamente a Lui, con cuore indiviso per essere, di conseguenza, a servizio di tutti.

La loro testimonianza profetica rinvia all'amore di Cristo che salva e trasforma, alla sua centralità, alla sua profonda e affidabile verità, alla sua radiosa bellezza. Nessuna fuga dal mondo, nessuna ritirata dai problemi ma dono pieno di sé, per tutti, per sempre, fino in fondo. Religiosi e religiose sono come dei segnali luminosi che ci dicono: “solo Dio sazia; sei nato/a per il cielo, non per vivacchiare ma per vivere, ora e per sempre da figlio/a di Dio; l’amore è tutto e non avrà mai fine!”. La loro forma di vita evoca inoltre un mondo ultimo che ci stupirà per la sua perfezione e bellezza, dove l’amore di Dio sarà tutto in tutti. E manifesta la fecondità di una paternità e maternità spirituale capace di prendersi cura della vita in tutte le sue forme. Ed ecco padri che ti aiutano a crescere, madri accoglienti che curano, istruiscono e consolano; fratelli e sorelle per chi si sente solo, povero, emarginato. Dove ci sono consacrati e consacrate innamorati di Dio sgorga la vita, fiorisce l’educazione, sbocciano le persone, crescono comunità e opere a favore della vita: rifugi per i poveri, scuole, ospedali, centri educativi, comunità di recupero… E tutto a partire da Cristo e della sua sequela, incarnando la sua forma di vita declinata nei vari carismi, spinti dal suo amore e dal desiderio di comunicarlo agli altri. È vero: talvolta, purtroppo, ci sono anche delle cattive testimonianze (occorre tanta preghiera!), ma degli alberi “pericolanti” non devono farci perdere di vista la meravigliosa foresta che cresce!

Solo con l’amore di Dio si capisce la vita consacrata. Quell’amore che ha conquistato anche me, frà Umile, al secolo Davide Caudana, chivassese di 37 anni, vissuto per 22 anni nella mia amata città prima che Gesù passasse e mi chiamasse. Ricordo ancora l’inquietudine dopo “le prime avvisaglie” di chiamata, il discernimento: preghiera, ritiri, colloqui con il padre spirituale, con il travaglio interiore per capire se fossi impazzito o se era tutto vero. Ed era proprio tutto vero! Il Signore stava chiamando proprio me, smarrito com’ero stato, alla ricerca della felicità nei posti e nei modi più assurdi (compreso il cubista in discoteca, per dirne una su tutti). E soprattutto, ricordo la gioia dell’avergli detto il mio “sì”. Avevo tutto quello che umanamente si poteva desiderare: felicemente fidanzato, con un lavoro fisso all’Alenia e una bella famiglia. Ma quando Gesù passa nella tua vita, ti interpella, ti tocca con la sua Parola e il suo amore, tutto cambia. Anche le cose più belle perdono lucentezza, come lampadine davanti al sole. Lasciai tanto, sì, perché trovai “il di più”: il senso della mia vita, la missione per cui ero nato, la verità che Dio aveva scritto nel mio cuore. Quella verità che ha seminato in ciascuno di noi e che solo Lui ci può rivelare. In Lui, che ieri come oggi parla al cuore di ciascuno di noi: basta avere il coraggio di ascoltarlo!

E così nel 2006 iniziò la mia “avventura” nella vita consacrata, che continua oggi nella meravigliosa realtà dove il Signore mi ha posto: nell’Istituto religioso dei Missionari della Via, nato insieme all’Istituto femminile (le suore “Missionarie della Via”) ai quali si è aggiunto, da pochi anni, il movimento laicale della “Comunità missionaria della Via”. Sono realtà che si ispirano alla vita dei primi cristiani, dedite alla nuova evangelizzazione, con particolare attenzione alla formazione di comunità cristiane che siano famiglie di famiglie dove, camminando insieme con Gesù e tra noi, si impara l’arte di amare e di vivere secondo il santo Vangelo.

La nostra è una vita semplice ed essenziale, povera di beni e ricca di senso e bellezza. Le giornate sono scandite dalla preghiera (personale e comunitaria), indispensabile respiro dell’anima e dalla liturgia. Quindi il lavoro, la gioiosa fraternità, la formazione e la missione: evangelizzazione di strada, incontri formativi, predicazioni, missioni parrocchiali, cura dei giovani, accompagnamento spirituale e vocazionale, e accoglienza di quanti, assetati di Dio e della sua pace, si affacciano alle porte delle nostre comunità che, scherzosamente, amiamo definire dei “porti di mare” dove si affacciano persone di ogni tipo. O meglio, sono dei “piccoli ospedali da campo”, citando la felice espressione di papa Francesco, dove tutti possono sentirsi accolti e camminare insieme. Senza dimenticare i pellegrinaggi a piedi e in autostop, che ci permettono di sperimentare la pienezza della Provvidenza incontrando tantissime persone “per la via”; e l’impegno a favore dei poveri e dei sofferenti, a seconda delle necessità dei luoghi dove ci troviamo.

In questi quindici anni di vita consacrata sono stato testimone di tante meraviglie operate dal Signore: toccanti conversioni e confessioni, persone rinate che hanno ritrovato pace e speranza; famiglie ricompattate e rifiorite, giovani che hanno trovato la loro strada. Alcuni di loro camminano anche nella nostra Comunità e si fa davvero fatica a pensare com’erano prima. Quante meraviglie opera il Signore se gli apriamo il cuore! Ovviamente prove e difficoltà non mancano, ma uniti a Cristo e tra noi tutto diventa più dolce e più leggero.

In conclusione, auspico che questa festa ci aiuti a riscoprire la bellezza della vita consacrata, aiutando anche i giovani presenti nelle nostre famiglie a interrogarsi sulla loro vocazione, senza “andare in tilt” se qualcuno di loro se ne sentisse attirato. E a pregare per i consacrati e le consacrate, recuperando uno sguardo di bellezza e gratitudine per queste persone che, con tutti i loro limiti (e con i loro molti pregi!) cercano di seguire radicalmente Cristo, e sono come “segnali luminosi” che ci invitano a puntare in alto, alla santità, senza accontentarci della mediocrità. Come a dire: siamo nati per volare, perché accontentarci di razzolare?

frà Umile mdv

(Articolo pubblicato sul Risveglio Popolare, settimanale del Canavese)




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giovedì 31 dicembre 2020

Visita del vescovo Gennaro Acampa

Con nostra grande gioia, nel giorno della Santa Famiglia, il Signore ci ha fatto il dono di avere con noi, nella Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, il vescovo Gennaro Acampa. Celebrando con noi l'Eucaristia e spezzandoci la Parola ha invitato ed esortato la comunità, sull'esempio della Santa Famiglia di Nazareth, ad essere famiglia capace di farsi carico delle difficoltà e delle sofferenze, come anche delle gioie, gli uni con gli altri.

Il Bambino che la Vergine Maria ha dato alla luce a Betlemme è nato per tutti: è il “figlio” che Dio ha dato all’intera famiglia umana...In questo momento storico, segnato dalla crisi ecologica e da gravi squilibri economici e sociali, aggravati dalla pandemia del coronavirus, abbiamo più che mai bisogno di fraternità. E Dio ce la offre donandoci il suo Figlio Gesù: non una fraternità fatta di belle parole, di ideali astratti, di vaghi sentimenti… No. Una fraternità basata sull’amore reale, capace di incontrare l’altro diverso da me, di con-patire le sue sofferenze, di avvicinarsi e prendersene cura anche se non è della mia famiglia, della mia etnia, della mia religione; è diverso da me ma è mio fratello, è mia sorella. E questo vale anche nei rapporti tra i popoli e le nazioni: fratelli tutti!" (papa Francesco)














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